Anche quest'anno la stagione degli under14 si è conclusa con la disputa dei campionati italiani per le varie categorie.
Facendo un'analisi della stagione, con tutte le vicissitudini che ci hanno accompagnato nei primi mesi, non poteva che essere una gara interlocutoria, come si dice quando le cose non hanno le premesse per andare bene.
Ma non sento che sia questo il caso, almeno non pienamente.
Le premesse le avevamo, nonostante la sparutissima rappresentanza di fioretto presente sulle pedane di Riccione. Sara veniva dalla vittoria di Belluno, ed era più che lecito aspettarsi almeno un piazzamento nelle prime 8, Francesco poteva arrivare nei 32 come ha fatto nelle due precedenti prove nazionali della stagione, Valentina migliorare il risultato dello scorso anno, Enrico provarci.
Purtroppo, alla fine dei conti, i pronostici restano sempre meri esercizi di dialettica, buoni per rassicurare noi maestri della bontà del nostro lavoro, quasi ad esorcizzare una delusione che è sempre in agguato. Un mantra da ripetersi, a volte per nascondere quella paura che prima di una competizione importante prende un po' tutti.
Enrico ha fatto il suo. Aggregato al fioretto a novembre inoltrato, reduce dalle macerie della sciabola, abbiamo praticamente ricominciato da zero, cercando di lavorare su difetti enormi di impostazione e lacune tecniche a tratti imbarazzanti. Enrico c'ha provato, ha fatto quello che conosceva. Abbiamo ampliato il bagaglio di conoscenze tecniche, adesso finalmente quando l'avversario attacca prova a parare, invece di limitarsi a tirare dentro girandosi senza nessuna cognizione. In attacco si è vista qualche azione composta, tanto è bastato per passare la prima eliminazione diretta con un avversario di pari classifica. Due vittorie nel girone e due sconfitte a quattro danno la misura dei margini di miglioramento che possiamo avere per la prossima stagione. Ed anche l buon assalto con il n.1 della classifica, perso 10 a 4, è la testimonianza che se almeno si prova ad insegnare scherma, anche l'atleta all'apparenza meno dotato può fare la sua più che dignitosa figura.
Francesco e Sara erano al loro ultimo anno nella gara, ed anche nelle categorie dei più piccoli, dal prossimo anno passeremo a competere con i "grandi", in tutti i sensi, della scherma.
Per loro voglio essere più ampio nella descrizione, senza soffermarmi solo sul particolare di questa gara. Con loro ho avviato un percorso nell'autunno del 2008, quando ci conoscemmo nella loro scuola elementare dove organizzai un corso di scherma. Nel gennaio del 2009 si iscrissero nella mia palestra, e da allora abbiamo iniziato questo bellissimo percorso che ci ha portati assieme a conoscere la scherma e migliorarci. Il primo anno agonistico di Francesco fu sicuramente tutt'altro che esaltante. Cominciammo con una gara a Chiavari dove terminò terz'ultimo con una misera vittoria nel girone ed una immediata eliminazione nelle dirette. Il primo Rimini non fu meno disastroso, 100° posto finale ed una sconfitta per 10 a 0 che poco avrebbe lasciato alle speranze di vittorie future. Ma l'anno dopo si ripresentò in palestra, con ben altra determinazione. Piano piano cominciarono a vedersi i miglioramenti. Dal terz'ultimo posto della gara interregionale, passammo al 3°, nelle prove nazionali riuscì ad entrare regolarmente nei 64. Nella categoria Ragazzi arrivarono anche i piazzamenti nei 32, fino al 19° posto di Belluno poco più di un mese fa. Nelle gare interregionali sempre sul podio, ma peccato per non avere mai trovato quel guizzo che lo poteva portare a giocarsi almeno una volta la vittoria. Questi ultimi mesi sono stati un pò travagliati, per quei motivi che sappiamo tutti esserci quando si è adolescenti. Tanti sentimenti, tanti problemi che a 14 anni sembrano montagne. Situazioni importanti da gestire, davanti alle quali manca ancora quella giusta esperienza e soprattutto tanta, ma veramente tanta, paura di sbagliare e di deludere gli altri.
Certo, la gara di Riccione non è stata di quelle da ricordare, ma non sono deluso. Dispiaciuto si, perché trovavo giusto che si potesse chiudere con un bel risultato, ma guardo il complesso di questi quattro anni, e sono sicuro che con la giusta maturità ed esperienza la categoria cadetti darà a Francesco quelle soddisfazioni che merita.
Sara è sempre stata l'atleta più talentuosa del gruppo, la più vincente, ma spesso anche la più fragile. In questi anni di G.P.G. ha raccolto molto meno di quello che avrebbe potuto. Troppe volte è mancata la combattività, troppe volte ci si è accontentati, troppe volte si è pensato di essere inferiori per poi accorgersi di avere lasciato tutto ad un passo dal traguardo.
Il turno delle 16 sono stati la nostra maledizione dei campionati italiani : sempre li, sempre sconfitti. Ma come non essere lo stesso contenti per un'atleta così? Lei mi ha regalato la prima soddisfazione da tecnico, la prima vittoria di un mio atleta in una gara di fioretto. Certo, una gara da un pugno di iscritte, un trofeo privato di poco conto, una vittoria soffertissima all'ultima stoccata. Ma non potrò mai dimenticare quell'emozione, il brivido nello stomaco quando ci fu l'ultimo "a voi" dell'arbitro sul 9 a 9, l'attimo infinito tra la parata e la risposta, ed infine la gioia che scaturì in una forte esclamazione di giubilo, prima ancora che l'arbitro assegnasse la botta.
Di emozioni ce ne sono state altre, altrettanto importanti come la vittoria di Belluno. Splendida, inaspettata ma senza dubbio meritata.
Anche delusioni, tante gare buttate via, a volte anche in modo umiliante per tutti e due. Ma i numeri c'erano, ci ho sempre creduto.
Potevamo chiudere questo primo ciclo con un bel risultate (forse anche grande), e per un attimo ci abbiamo creduto. Quell'assalto con la bravissima Baldanzellu che sembrava vinto (7-2), poi perso (7-12) e quindi decisamente vinto (15-12) ha portato al turno maledetto con una consapevolezza diversa dagli altri anni. Il destino era però in agguato, travestito da atleta mancina e maledettamente in palla. Sara ha lottato, oltre un punteggio che in altre occasioni avrebbe restituito solo l'immagine della solita resa senza condizioni. Ci fermiamo ancora una volta alle soglie del paradiso. Ci entreremo presto, ne sono più che certo.
Valentina ha avuto una stagione da record di sfortuna. Prima si ferma un mese per la varicella, e saltiamo una gara, poi a due giorni dalla gara di Trino si rompe la caviglia : due mesi ferma ed altre due gare saltate. Acciuffiamo la qualificazione per Riccione all'ultima gara disponibile (e con una personale paura fino a che non l'ho vista palesarsi in palestra!!). La sua è sicuramente una grande passione, arriva da lontano, addirittura da un'altra provincia. Viene tutte le volte che può, e sicuramente meritava una soddisfazione da questa gara. Lo scorso anno partecipò con tanto entusiasmo, come quest'anno, ma serve ancora un po' di esperienza per riuscire a venire fuori con grandi soddisfazioni. Questa gara potrebbe però essere la svolta. Girone tirato con tanta timidezza, due assalti che si potevano vincere persi per mancanza di determinazione. Si tirava più per perdere bene che per vincere. Il bottino della prima parte era sicuramente magro : una sola vittoria a fronte di cinque sconfitte. La diretta non lasciava molto spazio alla fantasia, terminare con una vittoria significa incontrare un'avversaria che nello stesso turno ha fatto al massimo una sconfitta. La veneziana Longo, n.26 contro il n.103 di Valentina, sembrava incarnare questo stereotipo. Una partenza di quelle da brivido. Valentina praticamente immobile, l'avversaria che toccava con facilità irrisoria ed un facilissimo 5 a 0 che apriva le porte ad una totale debacle. Poi scattava qualcosa, una parata e risposta e primo punto. Timidamente Vale ci riprovava, un'altro punto. L'assalto sembra volere cambiare l'inerzia. Ancora un punto, e poi un'altro. L'avversaria in vantaggio, ma Vale in netto recupero. Poi il gesto che non ti aspetti da Vale, quel pugnetto chiuso in segno di vittoria, quel grido "e vai!!" che mai le avevi sentito pronunciare in tante silenziose gare. Io da fuori ci credo veramente, un punto e sono 10 pari. "Dai Vale, rifalla senza paura", grido da fondo pedana. Lei ci crede, ancora una parata e risposta e vantaggio!!! Ma qui è venuta fuori la mancanza di esperienza, l'avversaria vistosi il match sfuggire di mano reagiva con veemenza. Vale vacillava, si emozionava e l'inerzia tornava in mano alla veneziana, finché sul 12-13 una parata e risposta di Vale scivolava beffardamente sul giubbetto dell'impietrita avversaria, che trovava la rimessa del 12-14. L'assalto finiva qui, il punto finale è stata solo una conseguenza. Ma che bell'incontro!! Se ripartiamo da qui il prossimo anno ci porterà sicuramente quelle belle soddisfazione che meritiamo.
Adesso ripartiamo. Togliamoci di dosso la delusione per una singola gara, cerchiamo di essere fieri per quello di bello che abbiamo fatto anche in questa stagione, e prepariamoci per la prossima.


