martedì 15 maggio 2012

G.P.G. 2012

Anche quest'anno la stagione degli under14 si è conclusa con la disputa dei campionati italiani per le varie categorie.
Facendo un'analisi della stagione, con tutte le vicissitudini che ci hanno accompagnato nei primi mesi, non poteva che essere una gara interlocutoria, come si dice quando le cose non hanno le premesse per andare bene.
Ma non sento che sia questo il caso, almeno non pienamente.
Le premesse le avevamo, nonostante la sparutissima rappresentanza di fioretto presente sulle pedane di Riccione. Sara veniva dalla vittoria di Belluno, ed era più che lecito aspettarsi almeno un piazzamento nelle prime 8, Francesco poteva arrivare nei 32 come ha fatto nelle due precedenti prove nazionali della stagione, Valentina migliorare il risultato dello scorso anno, Enrico provarci.
Purtroppo, alla fine dei conti, i pronostici restano sempre meri esercizi di dialettica, buoni per rassicurare noi maestri della bontà del nostro lavoro, quasi ad esorcizzare una delusione che è sempre in agguato. Un mantra da ripetersi, a volte per nascondere quella paura che prima di una competizione importante prende un po' tutti.
Enrico ha fatto il suo. Aggregato al fioretto a novembre inoltrato, reduce dalle macerie della sciabola, abbiamo praticamente ricominciato da zero, cercando di lavorare su difetti enormi di impostazione e lacune tecniche a tratti imbarazzanti. Enrico c'ha provato, ha fatto quello che conosceva. Abbiamo ampliato il bagaglio di conoscenze tecniche, adesso finalmente quando l'avversario attacca prova a parare, invece di limitarsi a tirare dentro girandosi senza nessuna cognizione. In attacco si è vista qualche azione composta, tanto è bastato per passare la prima eliminazione diretta con un avversario di pari classifica. Due vittorie nel girone e due sconfitte a quattro danno la misura dei margini di miglioramento che possiamo avere per la prossima stagione. Ed anche l buon assalto con il n.1 della classifica, perso 10 a 4, è la testimonianza che se almeno si prova ad insegnare scherma, anche l'atleta all'apparenza meno dotato può fare la sua più che dignitosa figura.
Francesco e Sara erano al loro ultimo anno nella gara, ed anche nelle categorie dei più piccoli, dal prossimo anno passeremo a competere con i "grandi", in tutti i sensi, della scherma.
Per loro voglio essere più ampio nella descrizione, senza soffermarmi solo sul particolare di questa gara. Con loro ho avviato un percorso nell'autunno del 2008, quando ci conoscemmo nella loro scuola elementare dove organizzai un corso di scherma. Nel gennaio del 2009 si iscrissero nella mia palestra, e da allora abbiamo iniziato questo bellissimo percorso che ci ha portati assieme a conoscere la scherma e migliorarci. Il primo anno agonistico di Francesco fu sicuramente tutt'altro che esaltante. Cominciammo con una gara a Chiavari dove terminò terz'ultimo con una misera vittoria nel girone ed una immediata eliminazione nelle dirette. Il primo Rimini non fu meno disastroso, 100° posto finale ed una sconfitta per 10 a 0 che poco avrebbe lasciato alle speranze di vittorie future. Ma l'anno dopo si ripresentò in palestra, con ben altra determinazione. Piano piano cominciarono a vedersi i miglioramenti. Dal terz'ultimo posto della gara interregionale, passammo al 3°, nelle prove nazionali riuscì ad entrare regolarmente nei 64. Nella categoria Ragazzi arrivarono anche i piazzamenti nei 32, fino al 19° posto di Belluno poco più di un mese fa. Nelle gare interregionali sempre sul podio, ma peccato per non avere mai trovato quel guizzo che lo poteva portare a giocarsi almeno una volta la vittoria. Questi ultimi mesi sono stati un pò travagliati, per quei motivi che sappiamo tutti esserci quando si è adolescenti. Tanti sentimenti, tanti problemi che a 14 anni sembrano montagne. Situazioni importanti da gestire, davanti alle quali manca ancora quella giusta esperienza e soprattutto tanta, ma veramente tanta, paura di sbagliare e di deludere gli altri.
Certo, la gara di Riccione non è stata di quelle da ricordare, ma non sono deluso. Dispiaciuto si, perché trovavo giusto che si potesse chiudere con un bel risultato, ma guardo il complesso di questi quattro anni, e sono sicuro che con la giusta maturità ed esperienza la categoria cadetti darà a Francesco quelle soddisfazioni che merita.
Sara è sempre stata l'atleta più talentuosa del gruppo, la più vincente, ma spesso anche la più fragile. In questi anni di G.P.G. ha raccolto molto meno di quello che avrebbe potuto. Troppe volte è mancata la combattività, troppe volte ci si è accontentati, troppe volte si è pensato di essere inferiori per poi accorgersi di avere lasciato tutto ad un passo dal traguardo.
Il turno delle 16 sono stati la nostra maledizione dei campionati italiani : sempre li, sempre sconfitti. Ma come non essere lo stesso contenti per un'atleta così? Lei mi ha regalato la prima soddisfazione da tecnico, la prima vittoria di un mio atleta in una gara di fioretto. Certo, una gara da un pugno di iscritte, un trofeo privato di poco conto, una vittoria soffertissima all'ultima stoccata. Ma non potrò mai dimenticare quell'emozione, il brivido nello stomaco quando ci fu l'ultimo "a voi" dell'arbitro sul 9 a 9, l'attimo infinito tra la parata e la risposta, ed infine la gioia che scaturì in una forte esclamazione di giubilo, prima ancora che l'arbitro assegnasse la botta.
Di emozioni ce ne sono state altre, altrettanto importanti come la vittoria di Belluno. Splendida, inaspettata ma senza dubbio meritata.
Anche delusioni, tante gare buttate via, a volte anche in modo umiliante per tutti e due. Ma i numeri c'erano, ci ho sempre creduto.
Potevamo chiudere questo primo ciclo con un bel risultate (forse anche grande), e per un attimo ci abbiamo creduto. Quell'assalto con la bravissima Baldanzellu che sembrava vinto (7-2), poi perso (7-12) e quindi decisamente vinto (15-12) ha portato al turno maledetto con una consapevolezza diversa dagli altri anni. Il destino era però in agguato, travestito da atleta mancina e maledettamente in palla. Sara ha lottato, oltre un punteggio che in altre occasioni avrebbe restituito solo l'immagine della solita resa senza condizioni. Ci fermiamo ancora una volta alle soglie del paradiso. Ci entreremo presto, ne sono più che certo.
Valentina ha avuto una stagione da record di sfortuna. Prima si ferma un mese per la varicella, e saltiamo una gara, poi a due giorni dalla gara di Trino si rompe la caviglia : due mesi ferma ed altre due gare saltate. Acciuffiamo la qualificazione per Riccione all'ultima gara disponibile (e con una personale paura fino a che non l'ho vista palesarsi in palestra!!). La sua è sicuramente una grande passione, arriva da lontano, addirittura da un'altra provincia. Viene tutte le volte che può, e sicuramente meritava una soddisfazione da questa gara. Lo scorso anno partecipò con tanto entusiasmo, come quest'anno, ma serve ancora un po' di esperienza per riuscire a venire fuori con grandi soddisfazioni. Questa gara potrebbe però essere la svolta. Girone tirato con tanta timidezza, due assalti che si potevano vincere persi per mancanza di determinazione. Si tirava più per perdere bene che per vincere. Il bottino della prima parte era sicuramente magro : una sola vittoria a fronte di cinque sconfitte. La diretta non lasciava molto spazio alla fantasia, terminare con una vittoria significa incontrare un'avversaria che nello stesso turno ha fatto al massimo una sconfitta. La veneziana Longo, n.26 contro il n.103 di Valentina, sembrava incarnare questo stereotipo. Una partenza di quelle da brivido. Valentina praticamente immobile, l'avversaria che toccava con facilità irrisoria ed un facilissimo 5 a 0 che apriva le porte ad una totale debacle. Poi scattava qualcosa, una parata e risposta e primo punto. Timidamente Vale ci riprovava, un'altro punto. L'assalto sembra volere cambiare l'inerzia. Ancora un punto, e poi un'altro. L'avversaria in vantaggio, ma Vale in netto recupero. Poi il gesto che non ti aspetti da Vale, quel pugnetto chiuso in segno di vittoria, quel grido "e vai!!" che mai le avevi sentito pronunciare in tante silenziose gare. Io da fuori ci credo veramente, un punto e sono 10 pari. "Dai Vale, rifalla senza paura", grido da fondo pedana. Lei ci crede, ancora una parata e risposta e vantaggio!!! Ma qui è venuta fuori la mancanza di esperienza, l'avversaria vistosi il match sfuggire di mano reagiva con veemenza. Vale vacillava, si emozionava e l'inerzia tornava in mano alla veneziana, finché sul 12-13 una parata e risposta di Vale scivolava beffardamente sul giubbetto dell'impietrita avversaria, che trovava la rimessa del 12-14. L'assalto finiva qui, il punto finale è stata solo una conseguenza. Ma che bell'incontro!! Se ripartiamo da qui il prossimo anno ci porterà sicuramente quelle belle soddisfazione che meritiamo.
Adesso ripartiamo. Togliamoci di dosso la delusione per una singola gara, cerchiamo di essere fieri per quello di bello che abbiamo fatto anche in questa stagione, e prepariamoci per la prossima.

lunedì 7 maggio 2012

La selezione innaturale


Come consuetudine degli ultimi anni, il primo fine settimana di maggio è stato occupato dalle selezioni per la Coppa Italia.
Selezioni.....interessante concetto che dovrebbe racchiudere in se prima di tutto l'assoluta necessità di applicarlo in virtù di elevatissimi numeri, che impedirebbero una "umana" organizzazione delle competizioni nazionali.
Oltretutto selezione particolarmente selettiva, se mi passate il gioco di parole, visto che solo il 30% degli effettivi partecipanti potrà accedere alla fase nazionale.
Spulciando le varie classifiche, si scopre che la selezioni viene applicata su numeri, a dire generosamente, ridicoli.
Ma che senso può avere "selezionare" su 7 o 10 o 15 iscritti? Le stagioni terminano miseramente, davanti all'assurdo muro di una selezione che non ha nessun senso ad essere effettuata.
La Federazione avvia programmi per il "ripopolamento" schermistico di alcune specialità, quali per esempio la sciabola, che in parti di Italia solo letteralmente sull'orlo dell'estinzione. Poi su numeri bassissimi, che una qualsivoglia ricrescita non può moltiplicare nel breve volgere di mesi, la federazione che fa? seleziona, elimina, esclude, con una parola : deprime.
Deprime il lavoro, l'impegno e l'investimento di società, maestri e atleti che magari nel tentativo di reimpiantare qualche specialità convenzionale la dove era sparita, ci avevano creduto. Ma tutto crolla davanti alla contraddizione stessa del sistema federale : si incentiva per scoraggiare, in buona sostanza. A questo punto  meglio buttarsi nel mucchio, la dove un numero elevato mette quel 30% in stato di necessità reale.
Vedere uno spareggio per il terzo posto utile per qualificarsi, credo sia stato uno degli esempi di anti-marketing, di anti-promozione ma soprattutto di autogoal più clamorosi che la storia dello sport possa ricordare.
La scherma è sicuramente uno degli ambienti più impermeabili al cambiamento che si possa immaginare. Tutto deve sempre restare uguale a se stesso, e se qualcosa cambia deve essere in maniera gattopardesca, cioè deve cambiare per non cambiare nulla. Se poi qualcosa deve obbligatoriamente cambiare, leggi "ragioni economiche", allora deve essere assolutamente favorendo il vertice e deprimendo la base.
Un esempio lampante l'accorpamento dei Play-off con la Coppa Italia , ed il drastico abbassamento dei qualificati per quest'ultima competizione.
Questa selezione innaturale ha chiaramente fatto capire i limiti di chi non ha una visione di insieme dell'organizzazione di sport, non vede oltre ai numeri del giorno. Si vive alla giornata, senza una pianificazione sul futuro, continuando a mutuare dal passato solo con piccoli aggiustamenti, giusto per riuscire a vivacchiare un'altra stagione.

domenica 22 aprile 2012

Sarnico

Ci lasciamo alle spalle l'ultimo test prima del Gran Premio Giovanissimi di Riccione. Ancora tre settimane utili per trovare la carica giusta per affrontare la gara dell'anno per gli under14.
La gara di Sarnico ha lasciato nella mia mente luci e ombre, alcune sicuramente che si possono cancellare in quest'ultimo periodo.
Non mi aspettavo una prestazione al 100% da parte di nessuno, la partenza all'alba, il poco riposo notturno e il fatto che alla fine si trattava di una gara fuori circuito non potevano dare gli stessi stimoli di un campionato italiano, ma potevano dare  comunque la voglia di misurarsi con i tanti atleti di ottimo livello convenuti in questa gara. In particolare con gli atleti di Vicenza, al vertice della categoria Allievi e giunti al gran completo sia tra i maschi che tra le femmine. Primo in pedana Francesco, tra girone e diretta ha avuto l'opportunità di misurarsi con il primi tre atleti della classifica nazionale della sua categoria. Non ha demeritato con nessuno, e nell'incontro di diretta con Bicego, il n.1, ha saputo tenere in bilico il risultato per tutta la prima frazione. Peccato solo che nel momento in cui sembrava avere capito come mettere in difficoltà l'avversario è mancato quel pizzico di coraggio per giocarsi l'assalto fino all'ultima stoccata, come avrebbe meritato. Fino all'ultima se lo è giocato nel girone sia con Dal Santo che con Danieli, rispettivamente n.2 e n.3 in Italia. Peccato che l'inizio della gara non sia stato altrettanto determinato, con due sconfitte patite da avversari molto indietro in classifica e frutto di un approccio alla gara decisamente arrendevole, quasi rassegnato. Per Riccione occorrerà, prima di tutto, lavorare sulla testa e ritrovare quegli stimoli che sono stati importanti per affrontare i migliori. Gli stessi stimoli che stada facendo a perso Sara nella sua gara, che molto spesso è prima con se stessa che con le altre. Girone tranquillo, con una buona scherma anche se come al solito siamo riusciti a lasciare immacolata la casella delle sconfitte. Poi, lentamente ma inesorabilmente, Sara si è spenta assalto dopo assalto, botta dopo botta. Già con la bergamasca Sora, buona atleta che l'avea battuta nel girone, a faticato tantissimo a chiudere un assalto che sembrava già vinto. Con la Bicego, una di quelle che sicuramente si presenterà al GPG con grandi aspirazioni, si è arresa senza combattere se non un pò all'inizio quando l'avversaria le concedeva un vantaggio minimo. Questo periodo dobbiamo utilizzarlo per ritrovare quell'intensità di lavoro che ci aveva portato a vincere Belluno, ma soprattutto restare "sul pezzo". Massima concentrazione sulla scherma da qui al fatidico 13 maggio.
Valentina si è riscattata dalla opacissima prova di Rapallo, una gara con tutte sconfitte ed appena 4 stoccate all'attivo non poteva essere la sua. Due vittorie nel girone, ma purtroppo almeno altrettanti assalti letteralmente buttati al vento ed altri due che potevano dare certamente esito migliore. L'allenamento manca, ma poche cose possono essere aggiustate in questo periodo, e dare certamente maggiori chance di una buona gara per Riccione. Soprattutto occorre maggiore determinazione delle fasi cruciali di un assalto, dove spesso prima della tecnica serve la testa, serve capire quale semplice azione può mettere in difficoltà l'avversaria, e soprattutto capire come mai una cosa tatticamente giusta con si concretizza in un punto. Sapersi correggere quel tanto che basta per trasformare un'occasione persa in una vittoria.
Adesso, assieme anche agli altri ragazzi che oggi non erano in pedana, dobbiamo rifinire il lavoro di una stagione. Per qualcuno c'è ancora da scalpellare, per altri sarà un lavoro di cesello per togliere le ultime sbavature, poi saremo tutti pronti per il nostro capolavoro.

giovedì 19 aprile 2012

Comincia il rush finale

Ci avviamo a grandi passi al termine di questa intensa stagione schermistica. Intensa per tante ragioni, emotive e tecniche. Domenica affronteremo l'ultimo test prima dei campionati italiani degli under14, il trofeo di Primavera a Sarnico. Per il mio piccolo gruppo una tappa quasi obbligatoria, una presenza scaramantica che ci accompagna dal primo anno del G.P.G.
Per Sara e Francesco sarà la quarta partecipazione, Valentina alla prima assoluta. Per Sara anche una vittoria nella categoria "Giovanissime", quest'anno saranno "Allievi".
Per i più grandi la prossima settimana ci sarà il campionato italiano di B2, da affrontare con la giusta ambizione di ripostare al più presto il fioretto della Marchesa nella posizione che merita nel panorama nazionale. Sarà, per forza di cosa, un torneo di "transizione", sto ancora costruendo un gruppo che sia qualitativamente e quantitativamente di buon livello, per adesso si vive su quello che ho portato dalla mia precedente esperienza alla mitica "Ramon Fonst". La punta di diamante resta Stefano, il più blasonato ed esperto tra i miei allievi, con lui il nostro amicone Luca Negro, appassionatissimo Master e per concludere la squadra uno spadista "prestato" al fioretto per l'occasione in attesa la prossima stagione di schierare i miei primi cadetti. I questo periodo abbiamo lavorato molto sulla scelta di tempo, bisogna assolutamente appropriarsi delle sensazioni in pedana, prima ancora della meccanica. Una botta bisogna certamente eseguirla nella maniera più precisa e rapida possibile, ma prima serve sentire il tempo, il momento giusto, l'attimo in cui l'avversario/a è passivo/a ed è quindi maggiormente esposto ad un attacco. Abbiamo lavorato anche su una maggiore capacità di gestire le situazioni più complicate dal punto di visto estetico per cercare anche un pò di sana concretezza. Le rimesse non sono belle da vedere, ma fanno punteggio anch'esse, e quindi meglio imparare a metterne a segno qualcuna in più e subirne qualcuna in meno.

lunedì 2 aprile 2012

Belluno

Quando le cose vanno bene è fin troppo facile scrivere due righe per commentare, quando poi si vince è un attimo cadere nel trionfalismo e nell'autocelebrazione. Chi mi conosce sa che non sono facile a cedere allo sconforto, anzi nella difficoltà trovo sempre stimoli per andare avanti, ma altrettanto non indulgo nei festeggiamenti quando le cose vanno bene.
La vittoria di Sara a Belluno la posso definire con due semplici parole "ERA ORA". Era ora che si sbloccasse e tirasse fuori quelle dote che spesso a fatto intravedere senza la giusta continuità. Era ora che avesse voglia di vincere, e non di accontentarsi di guardare le altre giorcarsi i piazzamenti che contano in una gara. Era ora che che decidesse che era stufa di arrivare ad un millimetro (o punto) dal traguardo per tornare a casa sempre a mani vuote. La sconfitta di sabato scorso è stata salutare, vedersi sfuggire in pochi secondi tutto ha fatto scattare quella sana voglia di rivalsa, quella positiva cattiveria agonistica che porta ad esprimere più il meglio che il peggio della propria scherma. Il girone, per la verità, è cominciato col solito piglio di chi spera in qualcosa, senza avere la giusta determinazione per ottenerlo, è stata la fase ad eliminazione diretta a fare scattare qualcosa in testa. I primi due assalti sono scivolati via leggeri, come sempre, fino a quel maledetto iceberg "per entrare negli otto", dove ogni volta il Titanic delle sue speranze naufragava tra i rimpianti. L'avversaria era quotata, ma non di quelle più forti. L'assalto è sempre stato condotto in vantaggio, solo un piccolo sbandamento che ha fatto chiudere 8-8 la prima frazione, ma poi motori avanti tutta per approdare a 14-10. Brivido nei polsi, tutti ci guardiamo e sottovoce commentiamo "lo stesso punto di sabato...". Undicesimo punto per la brava jesina Tangherlini, ed a seguire anche il dodicesino. Quel maledetto iceberg sembra che anche stavolta non lo schiveremo. Ma Sara non è il comandante Edward J Smith, con una improvvisa virata a tribordo (chiamasi inquartata nella scherma), schiva l'ostacolo e porta a casa il risultato. Finalmente siamo in quello lotto di atlete che si giocano la vittoria. Un destino benevolo ci porta in dote la rapallese Catarzi, bravissima come Sara a giungere a questo punto della gara, ma decisamente alla portata della nostra. In semifinale comincia il vero capolavoro della giornata, con la vittoria su quella Eleonora De Marchi che già a Ravenna aveva infranto i sogni di gloria (ma allora fu spada). La finale è contro l'avversaria di sempre, quella con cui già nella categoria "bambine" si giocò la prima finale che contava : Alessandra Pisano. Determinazione e concentrazione sono state le armi vincenti d una finale che Sara ha saputo gestire da sola, ben poco ho dovuto dire, giusto un incoraggiamento e qualche aggiustamento nel minuto di pausa. Stavolta il 14-10 non ha portato male, ed è arrivato subito il punto della clamorosa vittoria. Bellissimo l'abbraccio finale con il papà di Alessandra, splendida persona. Per anni ha con eleganza accettato le nostre congratulazioni per le vittorie, oggi con grandissima classe è stato il primo a congratularsi per la vittoria di Sara. Bellissima la scherma, c'è poco da fare.
Ma Belluno non è stata solo questa vittoria, è stata anche la vittoria morale di Francesco, l'altro alfiere del fioretto torinese. Gara tesa la sua, voleva riscattare l'opaca prova di sette giorni prima a Rapallo, tirava contratto ma più determinato ed il 5 a 0 inflitto al n.6 della classifica italiana Di Luca dimostra che i numeri ci sono. Saltata la prima diretta nella seconda trovava un rognoso veneto, che con una scherma molto aggressiva lo metteva inizialmente un pò n crisi. Francesco si ritrovava e ribaltava il punteggio, per condurre in porto l'assalto con tre punti di vantaggio. Anche per lui approdo a quel turno che ultimamente sta diventando una soglia psicologica più che reale. L'avversario era di rispetto, ma non irresistibile e comunque non così largamente superiore come il punteggio ha impietosamente sancito. Il 15-6 finale non è lo specchio dei valori, ma sicuramente dell'assalto. Non si può cominciare a tirare sul 2-8 per l'avversario, ne affidarsi ad una unica soluzione per fare punti. Ogni assalto presenta dei problemi, alla quale lo schermitore deve dare una soluzione, senza demoralizzarsi per un paio di errori. Comincato a tirare l'inerzia dell'assalto stava cabiando a favore di Francesco, ma trovandosi ancora indietro col punteggio non ha saputo dare quella necessaria sferzata di grinta che gli avrebbe permesso di acchiapparlo e cominciare il vero match. Esperienza, ci servirà per non sbagliare nulla a Riccione, dove Francesco può fare sicuramente una grande prova. Il suo 19° posto conclusivo resta, in ogni caso, il miglior piazzamento di sempre, ma adesso aspettiamo il salto di qualità.

lunedì 26 marzo 2012

Rapallo

Anche questo GPG misto regionale-interregionale si è concluso. Non posso dirmi soddisfatto pienamente della prestazione dei ragazzi, manca ancora tanto per colmare le differenze con i migliori delle varie categorie. Il problema più diffuso, che può essere il filo conduttore che unisce un pò tutti quelli saliti in pedana a Rapallo, è la mancanza di allenamento. La costanza nel frequentare la sala di scherma è la base per ogni miglioramento. Ovviamente non voglio fare un fascio di tutta l'erba, qualcuno sicuramente viene con assiduità, ma è giusto sottolineare che si tratta di mosche bianche. Individualmente posso affermare che Sara ha dato un buona prestazione sul piano della scherma "tirata". Quello che abbiamo preparato in questo periodo, soprattutto nell'ultimo, è stato applicato in pedana con coraggio e continuità, dando modo di ampliare il repertorio in maniera consistente. Disastrosa, di contro, la gestione degli assalti più importanti. Nella gara di fioretto una serie di decisioni infelici hanno permesso di perdere un assalto condotto con 3/4 stoccate di vantaggio sino dalle primissime battute e giunto ad un punto dalla vittoria. Nella gara spada, seconda arma praticata in modo assolutamente marginale, si è un pò ripetuta la stessa storia nell'ultimo assalto contro la bravissima vercellese Isola. Dobbiamo crescere di testa prima ancora di cercare ulteriori miglioramenti tecnici. Un assalto che giunge 14-10 deve essere schiuso con personalità, non ci si può consegnare all'avversaria limitandosi a tirare arresti e sperando che l'altra sbagli regalandoci la vittoria. La mancanza di freddezza e determinazione in questi frangenti, fa la differenza tra un atleta bravo ed uno forte, aldilà di ogni considerazione tecnica. Diverso il discorso per Valentina, che in gara ha pagato questi tre mesi di inattività per infortuni e malattie piuttosto gravi. La voglia di fare c'è, ma in questo momento manca proprio l'allenamento, e sinceramente non posso essere deluso dalla sua prova, nonostante il piazzamento finale. Dovevamo fare questa gara di Rapallo per poi partecipare al Gran Premio Giovanissimi, ora pensiamo a quella. Le lacrime a fine gara sono stato il giusto sfogo di un atleta che sa di potere fare molto di più, ma che in questo momento non può riuscirci. Abbiamo un mese abbondante prima della gara di Riccione, sono sicuro che Valentina saprà sfruttarlo al meglio per riscattare alla grande questa prestazione. Dovrei tirare le orecchie a tutti i maschietti, indistintamente. Poco lavoro equivale a poca sostanza. Ragazzi, cerchiamo di serrare per arrivare a Riccione al massimo delle nostre potenzialità per tirare fuori il risultato che giustifichi la stagione. Tanti errori che si possono correggere con maggiore presenza in sala di scherma, primo fra tutti l'intermittenza con cui si tira. Avete alternato momenti di buona scherma a lunghe pause in cui sembrava vi avessero presi e messi in pedana per caso. Queste pause sono frutto di allenamenti ad intermittenza, dove non si riesce a curare la continuità di intensità di scherma. Ricordo a tutti che gli allenamenti saranno da Lunedì a Giovedì tutti i giorni, cerchiamo di esserci il più possibile. Per tutti i partecipanti alla prova ligure è stato, in ogni caso, staccato il pass per i campionati italiani, che sarà la gara che conterà veramente.

martedì 20 marzo 2012

GANBARE !!!!

Per una volta il "pistolotto" ho deciso di farlo prima delle gare, e non dopo come sarebbe consuetudine. Nel giro di appena sette giorni il fioretto affronterà le ultime due tappe di avvicinamento al Gran Premio Giovanissimi, quest'anno spostato dal pala105 di Rimini al più modesto Palasport di Riccione. Logisticamente pochi kilometri di differenza, speriamo non siano anni luce in termini di organizzazione. Ma prima di pensare alla "gara delle gare" per gli under14, concentriamoci su questi due obbiettivi. Sabato e domenica prossimi torniamo, finalmente, a disputare l'interregionale con la Liguria in quel di Rapallo. Non dico finalmente per la mancanza dei nostri simpatici amici liguri, come Maestro mi sarebbe andato benissimo anche il doppio confronto con la Lombardia dello scorso anno, ma per la possibilità di vedere i ragazzi all'opera in una gara sicuramente più impegnativa di quella regionale, in particolare per le categorie femminili che soffrono cronicamente di carenza di iscritte. Cosa dovremo fare in pedana? tradurre in pratica tutto quanto provato in questi mesi di allenamento, cominciare a dare consistenza alla nostra stagione agonistica. Già da oggi occorre cominciare a concentrarsi sulla gara, tralasciando per qualche giorno le distrazioni, che tanto possiamo tranquillamente ritrovare al nostro ritorno a casa. Nella testolina di un atleta devono cominciare a passare i "filmati" delle azioni provate e riprovate (si spera) in allenamento. Noi abbiamo la fortuna di avere un gruppo di fiorettisti compatto ed affiatato, che ci da ogni giorno la possibilità di allenarci in maniera qualitativa oltre che quantitativa, senza necessità di dovere sacrificare ogni domenica possibile in giro per l'Italia a caccia di qualche assalto. Siamo forti, siamo migliorati e dobbiamo solo dimostrarlo. Molto dipenderà dall'approccio alla gara, che dovrà essere determinato, senza sbruffonerie da primo della classe, che solitamente portano solo a delusione certa, e senza pensare di essere degli "zoppi" in una gara di velocisti. A Rapallo, come a Belluno per chi verrà, vi voglio vedere tutti concentrati dal primo "a voi" del primo assalto, anche se l'avversario è quello che battiamo sempre facilmente, anche se il girone sappiamo già che lo vinceremo facilmente ma anche se sappiamo che chi abbiamo di fronte è più forte di noi perché ci ha sempre battuto. Ogni punto dovrà essere giocato con grinta, approfittando di ogni errore dell'avversario con il massimo del profitto, solo così potremmo vincere la nostra gara. La gara più importante, quella contro noi stessi, quella che ci farà migliorare.